20/12/2016

Scoperta senza precedenti sulla leucemia acuta mieloide

Oggi martedì 20 dicembre 2016 alle 10.30 si è svolta la conferenza stampa di questa importante scoperta scientifica presso l'ARPAM di Pesaro (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche); abbiamo assistito ad una introduzione al ruolo dell'Agenzia da parte del suo Direttore, la Dott.ssa Patrizia Ammazzalorso, e alla relazione vera e propria della scoperta da parte del Dott. Visani e della Dott.ssa Gatti.

La diapositiva di introduzione a questo inedito risultato scientifico mostra la pubblicazione della ricerca su “Leukemia Research”, una tra le più autorevoli riviste internazionali sulle malattie ematologiche. Ed è proprio sulla schermata di questa rivista mondiale che vediamo apparire nomi a noi molto noti: Giuseppe Visani, Federica Loscocco, Alessandro Isidori, Elisa Gabucci, che a leggerli in questo frangente ci riempiono davvero di orgoglio.

Ma veniamo alla presentazione della scoperta scientifica.

Il team interdisciplinare composto da medici, biologi, farmacisti, bioingegneri e ambientalisti - Ematologia dell’Ospedale Marche Nord, con il supporto di AIL Pesaro Onlus, Università di Urbino e ARPAM Pesaro – coordinato dal Dott. Giuseppe Visani della Ematologia di Pesaro e dalla Dott.ssa Antonietta Morena Gatti del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, ha messo a punto una nuova tecnica diagnostica rilevando, per la prima volta a livello mondiale, una compromissione ambientale sottoforma di nanoparticelle presenti nel sangue di pazienti affetti da leucemia acuta mieloide.

Qual è il significato di questa scoperta?

Le nanoparticelle sono dei frammenti di sostanze chimiche, quali, appunto, i metalli pesanti (piombo, rame, zinco, alluminio, ecc..), di dimensioni molto piccole, presenti nel pulviscolo ambientale che respiriamo o che ingeriamo con i cibi contaminati. Grazie a tecniche particolarmente sensibili (utilizzo di un microscopio elettronico a scansione di tipo ambientale ad alta risoluzione e spettrometria a dispersione d’energia) quelle indebite presenze possono essere evidenziate nel corpo umano (sangue e midollo osseo) e così dimostrare l’esposizione a contaminazioni ambientali. Il team composto dal Dott. Visani, dalla Dott.ssa Gatti e da collaboratori ha scoperto che la concentrazione di questi frammenti inorganici nel sangue di persone ammalate di leucemia acuta mieloide è molto più elevata rispetto a quello di persone sane.

Inoltre, il gruppo di ricercatori ha messo in evidenza un fenomeno secondo cui le particelle vengono ricoperte da una specie di “anello di Saturno proteico” (protein-corona), cioè composto da proteine del sangue le quali, denaturandosi, attivano il sistema immunitario.
La presenza di particelle solide ed inorganiche in questi pazienti e la visualizzazione della loro interazione con componenti del sangue induce ad ipotizzare una correlazione tra la patologia ed esposizioni ad un inquinamento ambientale particolare micro- e nanodimensionato. Il contatto profondo con questi materiali non biocompatibili e a volte chimicamente tossici potrebbe contribuire al processo della malattia.
Di conseguenza, la documentazione di nanoparticelle metalliche identificate per forma, dimensione e composizione chimica nel sangue di pazienti con leucemia mieloide acuta apre nuove prospettive di ricerca sia in ambito di genesi dei tumori, sia in senso terapeutico, sia in ambito di prevenzione.

La Dott.ssa Gatti termina la sua relazione esprimendo il suo sogno: che si riesca a trovare un modo per togliere queste nanoparticelle dal sangue e che si possa così assistere ad una guarigione dalla malattia. "Ma nel frattempo c'è molto lavoro da fare...", prosegue la dottoressa "dobbiamo capire perché queste nanoparticelle rimangono presenti in una così elevata concentrazione nei malati di leucemia acuta, e la ricerca scientifica da portare avanti in tal senso è ancora molto lunga.

Il Dott. Visani, in conclusione della conferenza stampa, ha ringraziato tutti i collaboratori che hanno reso possibile il raggiungimento di questo inedito risultato, tra cui anche AIL Pesaro, che da anni sostiene con forza e determinazione la ricerca scientifica portata avanti dalla sua illustre Equipe.

AZIENDA OSPEDALI RIUNITI MARCHE NORD e AIL PESARO: Dott. Giuseppe Visani, Dott.ssa Federica Loscocco, Dott. Alessandro Isidori, Dott.ssa Elisa Gabucci.
UNIVERSITÀ DI URBINO: Prof. Pietro Gobbi, Prof. Stefano Papa, Dott.ssa Anita Manti, Dott.ssa Laura Valentini, Dott.ssa Barbara Canonico, Prof. Marco Rocchi
NANODIAGNOSTICS: Dott.ssa Antonietta Morena Gatti, Dott. Stefano Montanari, Dott. Federico Capitani, Sig.ra Lavinia Nitu
ARPAM PESARO: Dott.ssa Patrizia Ammazzalorso, Dott. Luciano Benini, Dott. Claudio Pizzagalli